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BIMOTA DB7 |
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Sono numerosi i modelli Bimota spinti da motori Ducati, le cui caratteristiche ben si sposano con una moto sportiva perchè sono stretti ed hanno un gran bel tiro. Ora con l'arrivo della DB7 l'opera è compiuta: la nuovissima supersportiva del glorioso marchio monta il più potente bicilindrico in circolazione, il motore quattro valvole della 1098. Naturalmente rivisto da Bimota con scelte originali ed esclusive per la ciclistica, e con una qualità costruttiva fuori dal comune: la DB7 è studiata per stupire ed affascinare, ogni pezzo in alluminio è ricavato dal pieno, il carbonio abbonda, nulla è lasciato al caso e le finiture sono da prima della classe. In sella ci si accorge di come la seduta sia bassa, invece le pedane sono alte per cui ci si trova ad avere una posizione di guida poco naturale, ma anche alla scarsità di spazio in cui potersi allungare quando si è in rettilineo. Ottima invece la posizione dei semimanubri, attraverso i quali si ha un buon feeling con l'anteriore, le leve sono facilmente regolabili e quindi adatte a qualunque pilota. Il motore è quello già noto della Ducati 1098, ma per l'impiego sulla DB7 è stato leggermente rivisto. Ci si accorge immediatamente di come in questa versione sia più lineare nell'erogazione: fin da bassi regimi sale pulito e senza brusche variazioni di coppia, cosa che lo rende gestibile e non molto affaticante. Non è un motore nervoso e non si trae vantaggio nello spremerlo fino all'intervento del limitatore, conviene cambiare un pò prima visto che da buon bicilindrico gode nel trovarsi caricato di una marcia pesante.
Se si spinge il ritmo la mancanza della frizione antisaltellamento si avverte perchè spesso in staccata la moto si scompone ed innesca un fastidioso saltellamento. A questo bisogna aggiungere il fatto che non ci si riesce ad ancorare bene con le ginocchia al serbatoio e quindi tutto il peso ricade sulle braccia, rendendo la guida faticosa. L'impianto frenante è invece eccellente, riesce ad unire una buona modulabilità e tanta potenza. L'anima del progetto DB7 però è la ciclistica e in particolare il telaio, più rigido di quella della 1098. Trasmette una sensazione di leggerezza che rende la moto agile e precisa nei cambi di direzione, l'ingresso in curva è veloce e sicuro, ci si può inserire in traiettoria mentre ancora si sta frenando senza che l'avantreno accenni a muoversi.La sua precisione è dovuta alla flessione minima del telaio, che su asfalti irregolari si ha l'impressione di percepire tutte le asperità del manto stradale con un pò di fastidio. A centro curva la moto fatica a tenere la corda una volta che si lasciano i freni, perchè la posizione di guida carica poco la ruota anteriore. L'ammortizzatore e la rigidità del forcellone sono garanzia di una buona stabilità e di linearità invidiabile nei curvoni veloci ed in uscita dalle curve: anche se si spalanca il gas in accelerazione non ci sono mai oscillazioni eccessive. Per questo il retrotreno a volte risulta un pò nervoso nelle reazioni.
La Bimota ha concepito la DB7 per affascinare, nella linea e nel pregio eccezionale della componentistica. Le leve sono in lega di alluminio ricavate dal pieno, come le piastre di sterzo ed i semimanubri. Per la sella è stato usato un sistema costruttivo di derivazione aeronautica: nessun telaietto, il codone ha funzione strutturale ed è realizzato in fibra di carbonio, così come il resto delle parti che compongono la carenatura. Il telaio è costituito da una struttura mista in tubi ovali in acciaio e piastre in lega di alluminio ricavate dal pieno per fresatura, con il motore che funziona da elemento portante, come sulla Ducati MotoGP il forcellone è infulcrato sul telaio ma direttamente nel carter motore. Anche il forcellone è costruito con la stessa tecnica mista del telaio. Interessante è la possibilità di regolare l'altezza della moto attraverso un eccentrico nel punto in cui è collegato l'ammortizzatore. La forcella è realizzata appositamente dalla Marzocchi e completamente regolabile. I freni sono Brembo, all'anteriore due pinze monoblocco a fissaggio radiale di ultima generazione. Poche sorprese per quanto riguarda il motore, lo stesso della Ducati 1098, quello della DB7 si differenzia per lo scarico che esce lateralmente.
Motore bicilindrico a V longitudinale a 90°, 4T, raffreddato a liquido. Cilindrata 1099 cm. Alesaggio e corsa 104x64 mm. Distribuzione doppio albero a camme in testa, quattro valvole per cilindro a comando desmodronico. Alimentazione a iniezione Walbro. Lubrificazione forzata a carter umido.
Trasmissione primaria a ingranaggi, finale a catena. Frizione multidisco in bagno d'olio con comando idraulico. Cambio a 6 marce.
Ciclistica telaio a doppio trave perimetrale in tubi ovali d'acciaio e piastre d'alluminio. Sospensioni: anteriore forcella idraulica a steli rovesciati da 43 mm completamente regolabile; posteriore forcellone oscillante in tubi ovali d'acciaio e piastre d'alluminio con ammortizzatore Extreme Tech completamente regolabile in estensione. Freni: anteriore due dischi flottanti da 320 mm con pinze a 4 pistoncini, posteriore a disco singolo da 230 mm con pinza a 2 pistoncini.
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le notizie e le immagini di questa sezione sono reperite dalla rete o da riviste specifiche...
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NEWS "CTBK GROUP" 2007 a cura di Giancarlo Ritagliati - cel. 339 65 92 720
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